Gli insiemi dei fari costituiscono essenzialmente l’interfaccia visiva che un’automobile presenta durante il funzionamento in un ambiente notturno. Anche se le attuali specifiche per il vetro dei fari richiedono un policarbonato di alta qualità, ciò che risulta estremamente significativo è che la progettazione del vetro dei fari ha un profondo impatto sull’ambiente, un impatto incessante che coinvolge una molteplicità di fattori. Lo scenario di successo, dal punto di vista degli ingegneri e dei fornitori, prevederebbe l’introduzione di una serie di condizioni che mettono a rischio l’integrità dei fari quando questi sono esposti a un complesso insieme di stressor interconnessi.
Cicli termici – Esposizione a temperature estreme.
I fari sono soggetti a variazioni di temperatura molto intense e rapide, che provocano notevoli sollecitazioni sui materiali.
Calore operativo: sorgenti luminose ad alta intensità, come le lampade HID e i LED ad alta potenza, generano una grande quantità sia di calore irradiato sia di calore condotto all’interno della camera chiusa; si osserva quindi un’espansione sia della lente sia della carrozzeria.
Temperatura esterna: le temperature all’aperto possono raggiungere i 50 °C nei deserti o scendere fino a -30 °C nelle regioni artiche. Lo shock termico tra condizioni calde e fredde rappresenta un problema significativo, ad esempio quando si guida sotto una pioggia fredda con le lenti riscaldate.
Revisione del progetto: i materiali devono presentare un coefficiente di dilatazione termica simile a quello della carrozzeria per evitare il cedimento della tenuta. Il progetto deve garantire che il componente possa espandersi e contrarsi ripetutamente senza sviluppare crepe permanenti né delaminazione del rivestimento.
Radiazione solare e carico di radiazioni UV (ultravioletto).
La causa principale del degrado a lungo termine dei materiali è l'esposizione costante alla luce solare.
Degrado foto-ossidativo: sono i fotoni UV che distruggono le catene molecolari del policarbonato, causando ingiallimento, opacizzazione e fragilità. La trasmissione della luce è ridotta, ma ancor peggio il fascio luminoso viene disperso, provocando abbagliamento, e la struttura della lente si indebolisce.
Soluzione progettuale: questo problema viene risolto incorporando additivi bloccanti UV nella resina di base in policarbonato e, soprattutto, utilizzando un rivestimento indurente ad alte prestazioni bloccante UV. Questo sistema di rivestimento multistrato mantiene la chiarezza ottica per tutta la durata del veicolo.
Umidità, umidità relativa e condensa.
L'ingresso di acqua e il passaggio di fase rappresentano sempre una sfida per le prestazioni ottiche e la sicurezza elettrica.
Differenziali di pressione e traspirabilità: Fari: I fari sono sistemi semi-stagni. Le variazioni della pressione atmosferica e delle temperature interne generano differenziali di pressione che possono attrarre aria umida. Sebbene la maggior parte degli insiemi contenga disidratanti o membrane traspiranti–paratie per controllare questo fenomeno, la lente deve realizzare un fissaggio ideale e permanente con la carrozzeria.
Effetti chimici dell’acqua: La presenza prolungata di umidità nell’insieme provoca corrosione delle superfici riflettenti, ossidazione dei contatti elettrici e formazione di muffe.
Considerazioni progettuali: Il perimetro della lente e la geometria della tenuta sono stati progettati per ottenere una compressione impeccabile della guarnizione. La scelta del materiale garantisce stabilità all’idrolisi, ovvero la plastica non si degrada quando esposta a condizioni umide e calde.
Danni abrasivi e da impatto causati da particelle.
La posizione frontale espone la lente a un flusso costante di sostanze solide.
Sabbia, polvere e detriti stradali: si tratta di particelle abrasive fini che, a velocità elevata, graffiano microscopicamente la superficie. I graffi sono cumulativi e generano una patina opaca che disperde la luce, riducendo l’efficienza complessiva.
Impatto di pietre e detriti: proiettili di maggiori dimensioni possono causare crepe o scheggiature immediate, compromettendo la tenuta stagna e l’integrità strutturale.
Considerazioni progettuali: la superficie dura e sacrificabile, indurita mediante il rivestimento protettivo obbligatorio resistente all’abrasione, viene generalmente sottoposta a test secondo gli standard di abrasione Taber. Il supporto in plastica che sostiene il policarbonato conferisce duttilità al materiale, garantendo che non si rompa come il vetro.
Esposizione a sostanze chimiche
Nella guida quotidiana si incontrano numerosi materiali corrosivi.
Prodotti chimici provenienti dalla strada: sali per la fusione del ghiaccio (cloruri), residui di asfalto e pellicole oleose.
Prodotti chimici per la manutenzione del veicolo: detergenti aggressivi per lavaggi auto, rimuovitori di insetti, solventi e detergenti acidi per cerchi.
Considerazione progettuale: il sistema di rivestimento della lente deve essere chimicamente inerte e non deve essere corroso, macchiato o ammorbidito dal contatto con tali agenti. Una procedura abituale del protocollo di validazione è il test di resistenza chimica.
Sollecitazione meccanica dinamica: pressione e onda di vibrazione.
La lente fa parte della struttura dinamica del veicolo ed è continuamente esposta a forze.
Vibrazione ad alta frequenza: la vibrazione che si propaga attraverso la scatola proveniente da un motore in vibrazione e da una strada vibrante provoca infine fatica nei materiali e allentamento dei collegamenti meccanici.
Onde di pressione: si verificano improvvise fluttuazioni di pressione quando passano veicoli di grandi dimensioni o quando il veicolo transita in gallerie, causando sollecitazioni al sigillo.
Considerazione progettuale: il progetto meccanico dei punti di fissaggio e le caratteristiche di fatica del materiale prevedono una serie di test prolungati su tavola vibrante, durante i quali l’insieme non deve presentare rumori di risonanza né strappi.
L'ingegneria ambientale preliminare rappresenta un capolavoro nella progettazione della lente di un faro automobilistico. Non si tratta semplicemente di progettare un'apertura per la luce, bensì di creare una parete multifunzionale, otticamente corretta, strutturalmente solida e perfettamente ermetica, sottoposta nel corso di oltre un decennio a processi di cottura, congelamento, sabbiatura, irraggiamento UV e persino a test chimici. Nel caso dei produttori originali (OEM) e dei fornitori di primo livello (Tier-1), la conoscenza approfondita di questi fattori di stress combinati funge da strumento per prendere decisioni consapevoli: dalla chimica dei polimeri alla formulazione dei rivestimenti, dal disegno geometrico alla tecnologia di tenuta, affinché questo importante elemento di sicurezza funzioni perfettamente in qualsiasi direzione la strada lo porti.
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